PIN UP DEL 2000: LA PRIMA MOSTRA FOTOGRAFICA DELLE PIN UP DI OGGI CHE SI ISPIRANO A QUELLE DEGLI ANNI’50
Le Pin Up di ieri e di oggi: un unico filo conduttore per dire no all’anoressia ed alla bulimia
Una mostra fotografica con le foto di bellissime ragazze formose che posano come Pin Up per combattere i disturbi alimentari. L’iniziativa è promossa dall’associazione culturale Pin Up del 2000, fondata da Simona Sessa, scrittrice, blogger e giornalista, promotrice da anni del Pin Up style in Italia.
Le foto con le ragazze con le curve dall’aspetto sano e gioioso, scattate da Simona Sessa e Simone Soricetti con il marchio Pin Up del 2000, rappresentano la nuova iniziativa della Sessa per dire “no all’anoressia e bulimia”.
Riflettori puntati quindi su ragazze e donne, provenienti da tutta Italia, che per un giorno hanno posato come le Pin Up e le Dive anni ’40-’50 mostrando un corpo formoso e sano. Ovviamente in controtendenza con i diktat della moda e dello società di oggi che impone modelli di magrezza improbabili e insani e spinge molte donne all’anoressia e bulimia.
Una mostra per combattere i disturbi alimentari che nascono nell’adolescenza e che molte non riescono ad arginare poiché condizionate da modelli di magrezza al limite dell’anoressia.
Simona Sessa, dopo aver sofferto per venti anni di anoressia, ha ideato un progetto sociale e culturale intitolato Pin Up del 2000 che vede la rivalutazione delle vere donne con un corpo sinuoso e mediterraneo.
La sua battaglia a colpi di Pin Up, iniziata 4 anni fa, attualmente è una risposta di successo alle tante terapie mediche che curano l’anoressia e bulimia. Il suo è un approccio terapeutico non medico ma decisamente originale, innovativo e gioioso che ha sortito effetti molto positivi sulle donne che seguono la Sessa da anni.
Grazie al suo blog Pin Up del 2000, la Sessa oggi vanta un bacino di utenza di 30 mila visitatori e molti casi di guarigione di anoressia e bulimia semplicemente grazie ai suoi post ed articoli in cui spinge le donne e le ragazze ad avvicinarsi al modello di bellezza Pin Up degli anni ’40-’50. Proprio in quegli anni la donna ha raggiunto il picco massimo di bellezza, armonia e sensualità: un percorso opposto a quello di oggi in cui la società spinge le donne a cambiare il proprio corpo ed a “torturarsi” in nome di una magrezza assoluta ed indiscutibile.
“E’ fondamentale ricominciare a riproporre le donne in chiave felice, spensierata e con le curve come quelle di un tempo per opporle alle immagini di donne emaciate, depresse, filiformi lanciate dalla moda e dalle passerelle – spiega Simona Sessa -. Se le ragazze si percepiscono sensuali con il loro corpo mediterraneo ritrovano la loro autostima e si accettano finalmente liberandosi da clichè sbagliati ed insani veicolati oggi dalla nostra società. Si tratta di un vero e proprio lavaggio del cervello a cui siamo sottoposte tutte sin da piccole in nome di una dittatura dei corpi magri e perfetti. Basta con questa cultura che penalizza e danneggia la donna”.
La mostra Pin Up del 2000 vuole appunto gridare a tutti che: “Gli uomini preferiscono la ..carne” e che “Le vere donne hanno le curve”.
Infine una curiosità: il nome della mostra Pin Up del 2000 è dedicato a tutte le donne di oggi. Formose e sensuali proprio come le Pin Up. Sono appunto loro le Pin Up del 2000: per gridare tutti insieme che la bellezza non è legata alla magrezza!